DIRETTA da Bisignano

Si è conclusa la fraternità regionale di formazione, che ha visto gli animatori della Gifra di Calabria riuniti per approfondire i temi del percorso formativo dell'anno "In relazione per... sperimentarsi nella Vita".

Venerdì 27 novembre l'esperienza si è aperta con il momento conviviale della cena ed una presentazione delle attività che in questi giorni vedranno protagonisti i gifrini di Calabria nei vari momenti di formazione, a cura della presidente Sara De Grazia e dell'assistente, fr. Mario Chiarello.

La giornata clou dell'esperienza è stata sabato 28 novembre. In mattinata, Padre Umberto Papaleo ha affrontato i temi della FASCIA BIBLICA, mettendo insieme segni, percorsi, itinerari ed emozioni per delineare le sfaccettature della Vita. La vita è innanzi tutto dono: i sapienti ebrei dicono che la Creazione (che avviene in un momento in cui esisteva solo Dio) rappresenta un momento in cui Dio decide di "restringersi" per lasciare spazio all'uomo e alle altre creature, attraverso uno straordinario atto d'amore.

La vita è crescita: la grandezza di Francesco sta, infatti, nel legarsi all'assoluto di Dio e non alle cose di quaggiù. Affidarsi totalmente ad una prospettiva terrena, identificandola come un "astro", rischia di trasformarsi in "disastro". Ma vita è anche scelta: Dio ripone il tesoro nella tue mani, non c'è motivo di cercarlo altrove, come Francesco non l'ha scoperto in cielo ma nelle piaghe di un lebbroso. Allora bisogna scegliere e sciogliere: per fare delle scelte consapevoli, bisogna sciogliersi da altri legami che stanno bloccando la tua vita.

Altra componente fondamentale della vita è il sogno, che richiama il concetto di "speranza". Curioso il modo in cui termina questa parola, una Z e una A: quando tutto sembra perduto e privo di ulteriori prospettive (Z, ultima lettera dell'alfabeto) arriva un nuovo inizio, la A.

Ma vita è anche costruzione: il più grave tipo di stoltezza è quella mondana, che rischia di farci costruire le nostre case su basi che non sono solide. Il marchese commissiona la costruzione di una casa al suddito, che lucra sui materiali e fa nascere una casa insicura che crollerà alla prima scossa; in realtà il marchese gli confiderà che quella casa l'aveva commissionata per lui. E' indispensabile, quindi, costruire sulla roccia dell'amore col cemento armato della carità. Infine la vita è passaggio: convincersi che su questa terra passeremo una sola volta, tenendosi pronti al momento del giudizio di Dio che è misericordioso.

L'originale esposizione di Padre Umberto ha coinvolto i gifrini che hanno alimentato un successivo momento di confronto e dibattito, ricco di spunti degni di una vera e propria guida dell'animatore.


Nel pomeriggio, Padre Eugenio Clemenza ha analizzato la FASCIA FRANCESCANA, mettendo in ordine il percorso di Francesco d'Assisi nel suo cammino di vita, dalla necessità di dare un'identità alla propria storia a quello di "sperimentarsi", nel senso di prendere parte, partager. Il tutto si è svolto attraverso un ideale viaggio verso una cella vinaria analizzando gli aspetti e le divergenze tra le sensazioni del corpo (come ad esempio la sofferenza) e quelle del cuore (il desiderio di Francesco del martirio e la comparsa delle stimmate).

Ma che cos'è questa similitudine della cella vinaria? E' il luogo dove si concentrano le due ricchezze più grandi dell'uomo: la sapienza ("di fronte alla sapienza ho ritenuto spazzatura tutte le perle del mondo"...) e la sua traduzione in scientia verbis, la scienza. Per l'approfondimento, il percorso tracciato con tanto brio e con l'ausilio di una lavagna da Padre Eugenio inizia in FF 116 e termina in FF 477.

Poi è stato il momento di una veglia di preghiera, presieduta da Padre Francesco Bramuglia, che ha invitato ad accendere la luce che è in ciascuno di noi. In serata la visione del film "Up" ha fatto ripercorrere ai nostri giovani il viaggio di una casa volante, trainata da migliaia di palloncini, verso le Cascate Paradiso attraverso la parola d'ordine della "solidarietà".


Domenica 29 novembre, Giovanni Turiano ha affrontato i temi della FASCIA ANTROPOLOGICA, dopo aver lavorato all'elaborazione di schede operative per l'attualizzazione dei contenuti del sussidio. Strumenti per "fare formazione" passando per un lavoro dell'animatore, che non può essere estemporaneo, ma improntato sulla progettazione.

Bisogna innanzi tutto capire dove andare, in base alla realtà in cui ci si trova ad operare, scegliendo la strada che porta a raggiungere l'obiettivo prestabilito. In questo "progettare" è necessario fare una fotografia della fraternità e del gruppo che si anima, avere chiari gli obiettivi, utilizzare le giuste modalità, verificare periodicamente i risultati e riprogettare partendo da quanto verificato.

Giovanni ha invitato a contaminare i contenuti delle fascie ed ha fornito indicazioni fondamentali sulla gestione dei tempi a disposizione nella vita dell'animatore e del singolo gifrino, tra quelli a nostra completa disposizione, quelli indisponibili perché dipendono dal sistema e quelli negoziabili con gli altri. Da negoziare evitando i "cronovori" !


La Santa Messa, celebrata dal nostro amato assistente Padre Mario Chiarello, ha aiutato a capire, nella prima domenica di Avvento, le diverse sfaccettature del significato di "Attesa". Tanti sono stati i momenti di fraternità e condivisione con l'obiettivo, durante l'anno appena iniziato, di mettersi in relazione e... sperimentarsi nella Vita.

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