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Domenica 13 novembre 2011, la GiFra di Rizziconi ha vissuto una giornata di grande festa, all’insegna dello sport, ma soprattutto della legalità. Infatti, su invito di don Luigi Ciotti, già fondatore del “Gruppo Abele” e nel 1995 di “Libera”, un’associazione che oggi conta oltre 1600 realtà in Italia nel contrasto alla criminalità organizzata per la promozione di una vera cultura della legalità, la F.I.G.C. (Federazione Italiana Giuoco Calcio), supportata dall’organizzazione messa in atto dall’inaspettata, quanto riconosciuta, capacità della struttura comunale rizziconese,si è riusciti ad offrire un evento davvero eccezionale denominato “Un calcio alla ‘ndrangheta”. Infatti, coordinata dal commissario straordinario del comune di Rizziconi, dr. Fabrizio Gallo,sulla base delle indicazioni della dirigenza della Federcalcio (guidata dal presidente G. Abete tra gli altri anche di Gigi Riva, indimenticato campione azzurro) filtrate da don Pino De masi, referente di Libera nella piana di Gioia Tauro, l’operazione messa in campo ha reso possibile un evento unico che ha realizzato un sogno: portare nella nostra cittadina nientedimeno che la Nazionale di Calcio italiana al completo per farla giocare sopra un campetto edificato in un terreno confiscato alla mafia e dare così un segnale di speranza a una terra troppo spesso martoriata dalla criminalità organizzata: una festa tinta d'azzurro all'insegna dell'entusiasmo e della solidarietà.
La grande attesa è cominciata di primo mattino, sin da quando tutti gli invitati si sono ritrovati in Piazza Municipio per prendere i bus-navetta che li avrebbero portati al campetto situato proprio dietro lo stadio comunale. All’evento, immancabile è stata la presenza delle più importanti autorità locali e regionali (fra questi, i presidenti della Regione, del Consiglio regionale e della provincia reggina, i cinque prefetti delle provincie calabresi, il questore di Reggio, il vescovo della diocesi di Oppido-Palmi,ecc...). Numerosa e colorata di tricolore è stata la partecipazione dei ragazzi delle scuole elementari e medie di Rizziconi, i giovani di “Libera”, delle associazioni locali e dei gruppi parrocchiali, tra cui, distinta dalle magliette color verde speranza, non poteva non mancare la nostra “ Gioventù Francescana” non con tutti gli iscritti, purtroppo, poiché solo otto posti, come per le altre associazioni, erano stati riservati proprio per consentire la partecipazione di tutti, data la limitatezza dei posti disponibili.
Capitan Buffon e compagni sono arrivati a Rizziconi verso le 12.30 accolti da circa un migliaio d’increduli spettatori conscroscianti applausi e grida di gioia e meraviglia. Schierati nel campetto, la squadra ha ricevuto il saluto di benvenuto dalle varie autorità. Dopo il breve intervento del dottor Gallo, padrone di casa, don Luigi Ciotti,promotore dell’evento e vero fuoriclasse della giornata, forte del suo impegno e della sua determinazione ha scosso le coscienze di tutti noi spettatori e degli stessi azzurri: "Diamo un calcio alle mafie! Il cambiamento ha bisogno di ognuno di noi, mettiamo le mafie in fuorigioco!".Questo, parte del messaggio esplicito, senza mezze misure, di Don Ciotti che, come sa fare solo lui, ha toccato i cuori di tutti i presenti. Ma, l’emozione raggiunge il suo culmine quando don Luigi pronuncia il nome di “Francesco” (Inzitari), vittima innocente della ritorsione mafiosa, e abbraccia i genitori di Dodò Gabriele accompagnandoli verso i giocatori della Nazionale, l’incolpevole ragazzo ucciso in una sparatoria di ‘ndrangheta proprio in un campetto nel crotonese.
Dopo aver cantato tutti insieme l'inno di Mameli, i calciatori hanno iniziato un veloce riscaldamento e divisi in 4 squadrette da mister Prandelli hanno disputato un mini-torneo di una decina di minuti a partitella(semifinali, finale 3/4 posto e finalissima) arbitrato dal nostro conterraneo Rino Gattuso che non ha voluto mancare a quest’evento nella sua Calabria. La prima semifinale ha visto sfidarsi i “rosa” in campo con Buffon, Maggio, Ogbonna, Pepe e Pazzini contro i “bianchi” Sirigu, Nocerino, Osvaldo, De Rossi e Balzaretti. In finale è andata la squadra dei bianchi che ha vinto ai rigori quella del capitano Buffon. Nella seconda semifinale gli “arancio”, con De Sanctis, Criscito, Pirlo, Marchisio e Balotelli, hanno battuto per 3-0 la compagine dei“gialli”formata da Sirigu,Matri, Abate, Montolivo ed Aquilani. Nella finale per il 3° i gialli hanno prevalso sui rosa mentre nella finalissima, davvero emozionante, sia i bianchi sia gli arancio si sono resi protagonisti di alcune giocate davvero spettacolari. Infatti, quando la partita era sul pari di 3 a 3 e mancava pochissimo agli inevitabili calci di rigore, una acrobatica rovesciata di Marchisio batteva il portiere Sirigu facendo vincere il mini-torneo agli arancio.Alle partitelle non hanno preso parte Chiellini, Ranocchia e Thiago Motta che, durante queste sfide, non si sono risparmiati a firmare autografi a tutti i fans. A Rizziconi, gli azzurri si sono ritrovati a giocare scherzando e ridendo, passandosi la palla fra una spinta e una trattenuta, come fanno i ragazzi nei tanti campetti di periferia, facendo prevalere i valori della libertà e della spensieratezza. L’immagine più bella della giornata è stata quando i calciatori, a fine torneo, hanno preso in braccio il vero goleador della giornata, don Luigi Ciotti, portandolo in trionfo tra gli applausi e gli sguardi compiaciuti degli emozionati spettatori.
Subito dopo la doccia, i giocatori, compiaciuti dell’accoglienza, si sono messi a disposizione del pubblico facendosi fotografare con i tifosi e firmando decine di autografi. Ai tanti giornalisti presenti hanno rilasciato significative dichiarazioni della bella esperienza vissuta durante la giornata rizziconese. Da ricordare, quella del capitano Gigi Buffon che, rivolgendosi ai rizziconesi e a tutti i calabresi, ha detto: “la loro felicità e la loro gioia dipenderà solo esclusivamente da loro”; e quella di mister Prandelli: “Siamo orgogliosi di essere venuti – continuando – oggi è una giornata importante che resterà nella storia“.
Dal giorno dopo, nella cittadina si è tornati alla routine quotidiana, ma Rizziconi ormai sarà ricordata per sempre come “il paese dove si è allenata la Nazionale di Calcio” . Di certo, nella memoria di tutti resterà impressa l'emozione, davverounica, di una giornata importante che ha ridestato la voglia di liberarsi da tutte le mafie, di prendere coscienza del problema per lottare tutti più uniti nel far prevalere i valori di giustizia e libertà, nell’augurio a tutti i giovani calabresi di un futuro migliore che dipende molto da loro e da tutti noi.


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